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lunedì 24 settembre 2007

Play Station e 'sti cazzi..

Ci hai la plei-stescion e hai fatto l'oramai celebre modifica?
Beh, hai appena commesso un reato..
Nello specifico, hai violato l'art. 173-ter comma 2 f-bis della legge n. 633 del 22 aprile 1941.

Ovviamente, il fatto che la consolle sia di proprietà (e non in licenza d'uso come il software) sembra non importare più di tanto, come pare non importare granchè il fatto che si entri palesemente in conflitto con l'art. 64-ter comma 2 e 3 della stessa legge: la modifica alla console ti mette ipoteticamente nelle condizioni di violare il diritto d'autore e tanto basta.
Premesso che non sono un possessore di play station, mi balzano in testa due domande:

1) Quale straordinaria e grave minaccia rappresenta la pirateria dei giochi per play station da autorizzare una limitazione della libertà personale atta a prevenire che ci siano le condizioni per commettere un reato (cosa che verrebbe ritenuta aberrante se, per esempio, si proibisse la vendita di alcoolici ai titolari di licenza di guida, tanto per dirne una..)?

2) Sono l'unico a vedere, tra le righe, un palese intento fraudolento che si traduce nell'utilizzo di tecnologie atte a "tutelare" la proprietà intellettuale come un vero e proprio cavallo di troia per imporre domani un controllo sempre più stretto sull'intera vita dei cittadini?

Insomma, indagatori dell'occulto ebeti di tutto il mondo, fate attenzione agli occulti cultisti cibernetici e, soprattutto, penitenziagite..