Succede che Benedetto XVI sia chiamato a tenere un'intervento in un'università (fondata da un papa, tra l'altro).
Succede anche che a certa gente dia assolutamente fastidio che un cattolico apra bocca, figurarsi il gran capo dei baciapile..
Succede anche che, essendo formalmente sostenitori dell'uguaglianza, della non discriminazione in base a sesso, razza, religione (a meno che non sia quella cattolica, ovviamente) e via discorrendo devono inventarsi una cazzata come scusa, altrimenti dovrebbero starlo a sentire per poi, eventualmente, dissentire rispettosamente.
Quale scusa migliore sostenere che il papa sia contro Galileo e, di conseguenza, contro la scienza tutta? In fondo ha detto proprio:
«La Chiesa dell'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione»
Brutto oscurantista cattivone!!
Peccato solo che nessuno si sia preso la briga di leggere l'intero discorso ...
A voi decidere dove stiano la falsità, l'intolleranza, il pregiudizio e l'imposizione violenta della propria ideologia (idee, invece, dubito ne abbiano di proprie..)
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lunedì 14 gennaio 2008
domenica 21 ottobre 2007
L'informazione Fascio-Comunista.
Beo.
Nemmeno il nano di Arcore aveva osato tanto.
E invece guarda un po' cosa ti combina il Romano, nella persona di Ricardo Franco Levi che, ahinoi, leggo essere stato giornalista:
ti spara un bel ddl secondo cui chiunque gestisca un "prodotto editoriale" sarà obbligato a iscriversi al "Registro degli Operatori di Comunicazione".
Cazzo ce ne fotte, direte? Qui viene il bello, perchè:
"Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso"
Beo no? Ma noi, col nostro stracazzo di blogghetto di cazzate che non guarda nessuno, ci entriamo o no?
Il signor Levi, nel più rigoroso stile "non dico mai un cazzo di concreto" oramai caro alla sinistra italiana fa sapere che:
"Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”
Ok, siamo oltre: si capirà cosa dice una legge solo dopo mesi dalla sua approvazione e per tramite di un qualcosa che all'atto pratico è al di fuori da ogni controllo dei cittadini.
Ah, dimenticavo, lo scopo ufficiale di 'sta merda è quello di garantire un'informazione più corretta e obbiettiva, ovviamente: lo strumento principe pare risieda nell'agevolare le cause per diffamazione..
Alla fine, ovviamente, i blog non verranno toccati (anche perchè basta poco spostarli su un server di Sealand o del Kazzynkulystan, per esempio): il problema è che l'informazione va sempre più veloce ed è sempre meno controllabile, e a un sacco di gente da fastidio.
Tipo a Prodi e a Padova Scoppia, regolarmente iscritti al miracoloso Bilderberg Golf Club, per esempio. Magari anche al loro amichetto Veltroni, uno che da quando fa politica non ha mai detto un cazzo di concreto che manco Andreotti ai tempi d'oro riusciva a parlare così tanto senza esprimere un concetto..
Già, forse è questo: magari hanno paura che la gente si svegli tutta su un colpo solo e cominci ad accorgersi di due o tre cosette che non vanno, anche se a giudicare dalle "primarie" di quella roba che non riesco neanche a pronunciare non direi..
Nemmeno il nano di Arcore aveva osato tanto.
E invece guarda un po' cosa ti combina il Romano, nella persona di Ricardo Franco Levi che, ahinoi, leggo essere stato giornalista:
ti spara un bel ddl secondo cui chiunque gestisca un "prodotto editoriale" sarà obbligato a iscriversi al "Registro degli Operatori di Comunicazione".
Cazzo ce ne fotte, direte? Qui viene il bello, perchè:
"Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso"
Beo no? Ma noi, col nostro stracazzo di blogghetto di cazzate che non guarda nessuno, ci entriamo o no?
Il signor Levi, nel più rigoroso stile "non dico mai un cazzo di concreto" oramai caro alla sinistra italiana fa sapere che:
"Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”
Ok, siamo oltre: si capirà cosa dice una legge solo dopo mesi dalla sua approvazione e per tramite di un qualcosa che all'atto pratico è al di fuori da ogni controllo dei cittadini.
Ah, dimenticavo, lo scopo ufficiale di 'sta merda è quello di garantire un'informazione più corretta e obbiettiva, ovviamente: lo strumento principe pare risieda nell'agevolare le cause per diffamazione..
Alla fine, ovviamente, i blog non verranno toccati (anche perchè basta poco spostarli su un server di Sealand o del Kazzynkulystan, per esempio): il problema è che l'informazione va sempre più veloce ed è sempre meno controllabile, e a un sacco di gente da fastidio.
Tipo a Prodi e a Padova Scoppia, regolarmente iscritti al miracoloso Bilderberg Golf Club, per esempio. Magari anche al loro amichetto Veltroni, uno che da quando fa politica non ha mai detto un cazzo di concreto che manco Andreotti ai tempi d'oro riusciva a parlare così tanto senza esprimere un concetto..
Già, forse è questo: magari hanno paura che la gente si svegli tutta su un colpo solo e cominci ad accorgersi di due o tre cosette che non vanno, anche se a giudicare dalle "primarie" di quella roba che non riesco neanche a pronunciare non direi..
venerdì 9 marzo 2007
Ma la Francia non era il paradiso dei diritti civili?
Casso troppo avanti i francesi.. mica come in Italia, porca mignotta!!
Una soluzione democratica ed efficace ad ogni problema, e sempre con una certa eleganza formale.
La nostra sinistra ex-post-neo-comunista non sa se adorarli o rodersi il fegato dall'invidia.
Ecco un nuovo gioiello cesellato dai grand'uomini d'Oltralpe: se filmi o fotografi episodi di violenza e le divulghi senza essere un giornalista professionista rischi fino a cinque anni di reclusione e 75.000 euretti di multa. Il pretesto è arginare una moda stupida (schiaffeggiare le gente per strada, riprenderne le reazioni e postare il tutto su youtube e affini), i potenziali effetti sono sotto gli occhi di tutti. E non venitemi a raccontare che l'informazione in Francia è garantita comunque perchè li si che c'è una stampa libera: è una legge che è il trionfo della censura e del corporativismo.
La cosa peggiore è che, a voler fare due più due, si possono trarre elementi per conclusioni ben più gravi, su cui dovrebbero riflettere certi idioti nostrani:
se dilaga un fenomeno stupido e odioso, non basta far si che la gente non lo veda per fermarlo;
se c'è un problema di convivenza religiosa non basta far sparire tutti i simboli religiosi dai luoghi pubblici;
se c'è un problema di integrazione degli immigrati non basta infarcire la nazionale di pallone di algerini e neri delle ex-colonie, lasciando che nel frattempo vengano su ghetti dove di fatto vige la sharia e danno fuoco alle macchine;
se hai un terrorista e assassino in casa non basta dire che è un intellettuale ed un perseguitato politico.
Potrei continuare ma credo di aver dato l'idea.
Perchè scrivo tutto ciò? Non è certo per il gusto di parlar male dei francesi, anche se ammetto che mi stanno un po' sulle balle, ma piuttosto perchè è sotto gli occhi di tutti un grosso insegnamento che abbiamo l'obbligo di saper trarre: se i principi che ci animano, per quanto elevati e nobili possano essere, ci rendono incapaci di leggere la realtà e ci allontanano da essa il risultato sarà sempre disastroso.
Al solito, pigliate i miei sproloqui unicamente come spunto di riflessione: fra un po' diventerò come i nonni del circolo per anziani e comincerò a filosofeggiare anche sulla lista della spesa..
Una soluzione democratica ed efficace ad ogni problema, e sempre con una certa eleganza formale.
La nostra sinistra ex-post-neo-comunista non sa se adorarli o rodersi il fegato dall'invidia.
Ecco un nuovo gioiello cesellato dai grand'uomini d'Oltralpe: se filmi o fotografi episodi di violenza e le divulghi senza essere un giornalista professionista rischi fino a cinque anni di reclusione e 75.000 euretti di multa. Il pretesto è arginare una moda stupida (schiaffeggiare le gente per strada, riprenderne le reazioni e postare il tutto su youtube e affini), i potenziali effetti sono sotto gli occhi di tutti. E non venitemi a raccontare che l'informazione in Francia è garantita comunque perchè li si che c'è una stampa libera: è una legge che è il trionfo della censura e del corporativismo.
La cosa peggiore è che, a voler fare due più due, si possono trarre elementi per conclusioni ben più gravi, su cui dovrebbero riflettere certi idioti nostrani:
se dilaga un fenomeno stupido e odioso, non basta far si che la gente non lo veda per fermarlo;
se c'è un problema di convivenza religiosa non basta far sparire tutti i simboli religiosi dai luoghi pubblici;
se c'è un problema di integrazione degli immigrati non basta infarcire la nazionale di pallone di algerini e neri delle ex-colonie, lasciando che nel frattempo vengano su ghetti dove di fatto vige la sharia e danno fuoco alle macchine;
se hai un terrorista e assassino in casa non basta dire che è un intellettuale ed un perseguitato politico.
Potrei continuare ma credo di aver dato l'idea.
Perchè scrivo tutto ciò? Non è certo per il gusto di parlar male dei francesi, anche se ammetto che mi stanno un po' sulle balle, ma piuttosto perchè è sotto gli occhi di tutti un grosso insegnamento che abbiamo l'obbligo di saper trarre: se i principi che ci animano, per quanto elevati e nobili possano essere, ci rendono incapaci di leggere la realtà e ci allontanano da essa il risultato sarà sempre disastroso.
Al solito, pigliate i miei sproloqui unicamente come spunto di riflessione: fra un po' diventerò come i nonni del circolo per anziani e comincerò a filosofeggiare anche sulla lista della spesa..
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